Venti righe … Hurrà! Giocheranno sulle sue piazze!

Pubblicato giorno 10 luglio 2021 - In home page, venti righe dal parroco

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Il Grest ha ormai superato la boa delle tre settimane (anzi, quattro, se si considerano anche i cinque giorni dedicati agli adolescenti che ora stanno facendo gli animatori). Non ho potuto seguire quotidianamente le attività e le proposte, ma vorrei fare qualche breve considerazione.

Uno: la gioia di stare insieme. È quella che si vede sul volto dei nostri bambini e ragazzi, che finalmente possono trovarsi, giocare, correre liberi. E “smascherati”! Lunghi mesi di Dad, la ormai mitica “didattica a distanza”, con tanti divieti imposti dalla pandemia, hanno segnato la mente e spento tanti entusiasmi. Certo, purtroppo il Covid non è vinto, tocca fare ancora molta attenzione e le regole severe che si utilizzano anche nelle nostre attività ce lo ricordano ogni giorno. Però almeno un po’ di paura la lasciamo alle spalle. La gioia è un vaccino che forse abbiamo dimenticato in qualche armadio del cuore e che si può prendere in dosi abbondanti. Non ha controindicazioni ed è pure gratuito! Ma funziona solo se si condivide con gli altri…

Due: la corresponsabilità. Che è molto di più di una semplice collaborazione, sotto le direttive del capo di turno. Chiede costanza, volontà di mettersi in gioco, inventiva. Complici proprio le restrizioni, che non consentono un Grest da “si è sempre fatto così”, si è dovuto reinventare uno schema molto più duttile e ricco di contenuti. Non solo gioco, ma attività sportive, laboratori, danze, uscite programmate in Valbasca, incontri con “esperti”, canti e preghiera. Pranzo in monodosi compreso. Il tutto con il necessario coinvolgimento di molti attori. Animatori adolescenti che mettono a frutto quanto scoperto nella settimana loro dedicata, esperti coordinatori, genitori e volontari. Senza dimenticare chi lavora nelle retrovie per programmare, applicare i protocolli di sicurezza, garantire spazi e tempi concordati. E trovare anche i finanziamenti necessari… A tutti loro, da parte mia e della nostra comunità: grazie, grazie, grazie!

Tre: continuare a suonare insieme. Come in una grande orchestra: ognuno col suo strumento, tutti per un unico spartito. È questa “alleanza educativa” che va continuata e ulteriormente rafforzata. Il Grest finirà, i bambini e i ragazzi rimangono. Per favore: non dimentichiamoci di loro! Stiamo riflettendo su come continuare le proposte anche nel periodo post vacanze estive. C’è da rivedere la programmazione catechistica, l’uso degli spazi e dei tempi di gioco, sport, formazione. Le persone che si impegnano in questo percorso accidentato a volte non possono più garantire la loro preziosa disponibilità. Dunque? Gettiamo la spugna? Oppure, con l’aiuto del Signore tentiamo di remare nella stessa direzione?

Quattro: “Giocheranno sulle sue piazze”. È il sottotitolo dello slogan «Hurrà», tratto dal versetto 5 del capitolo 8 del libro del profeta Zaccaria. Certo, quando lo applichiamo in modo simbolico per invitare i bambini a giocare insieme, è molto bello. Un po’ meno quando assistiamo al gioco, troppe volte senza regole, che avviene anche nella nostra piazza, davanti alla chiesa. A tutte le ore, del giorno e anche della notte. Con protagonisti i ragazzi e i giovani che fanno della piazza un campo di calcio, una pista di skate o un bivacco per festini improvvisati. Non chiudiamo gli occhi. Non è solo un problema di ordine pubblico e di decoro degli spazi comuni. Qualcuno ci aiuta a capire cosa proporre per risolvere anche per questa realtà così complicata?

Don Luigi, vostro parroco

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